La sindrome del colon irritabile (IBS, Irritable bowel syndrome in inglese) è un
disturbo che purtroppo
sta diventando sempre più comune, tra i suoi sintomi più frequenti annovera:
- crampi,
- dolore addominale,
- nausea,
-costipazione e diarrea,
anche se la sintomatologia è davvero vasta e cambia da soggetto a soggetto.
Per
chi ne soffre, tuttavia, la sindrome del colon irritabile può rivelarsi
invalidante: si può non essere più in grado di lavorare, di fare vita sociale o
addirittura di fare viaggi anche se brevi, in quanto comporta una serie di
disagi e stress che diventano difficili da gestire nel tempo.
Nella
metà circa dei casi colpisce più le donne che gli uomini e inizia prima dei 35
anni.
I
ricercatori non hanno ancora scoperto alcuna causa specifica della sindrome del
colon irritabile: secondo la teoria più diffusa i pazienti che ne soffrono
hanno un colon, o intestino crasso, particolarmente sensibile e reattivo a determinati
alimenti e allo stress, inoltre potrebbe essere coinvolto anche il sistema
immunitario, che combatte le infezioni.
In
un paziente affetto da sindrome del colon irritabile la normale motilità
(movimento) dell’intestino potrebbe essere assente e/o potrebbero manifestarsi
degli spasmi (contrazioni muscolari improvvise e dolorose,
che se ne vanno improvvisamente come sono iniziate) oppure il colon potrebbe
addirittura smettere temporaneamente di funzionare.
La superficie interna del colon, l’epitelio,
è gestito dal sistema immunitario e dal sistema nervoso, che regolano il
transito dei fluidi.
Quando è presente la sindrome del colon
irritabile l’epitelio sembra funzionare correttamente tuttavia, se i fluidi in
transito nel colon si muovono troppo velocemente, il colon perde la capacità di
assorbirli, per questo motivo chi ne soffre a lungo termine finisce per avere
una serie di carenze alimentari davvero importanti.
Inoltre
il colon di alcuni pazienti potrebbe reagire in modo anomalo a determinati
alimenti oppure allo stress, che in condizioni normali non provocherebbero
alcun disturbo.
Alcune ricerche recenti hanno dimostrato che la serotonina è connessa
alla normale funzionalità gastrointestinale: la serotonina è un
neurotrasmettitore, ovvero una sostanza chimica che trasmette i messaggi da una
parte all’altra dell’organismo, ed il 95% della serotonina presente
nell’organismo si trova nell’apparato digerente e solo il restante 5% si trova
nel cervello.
Le
cellule che formano la parete interna dell’intestino funzionano come
trasportatori portando la serotonina al di fuori dall’apparato digerente; i
pazienti affetti da sindrome del colon irritabile presentano una diminuzione
dell’attività dei recettori e questo si traduce in livelli anormali di
serotonina.
La
conseguenza è che si hanno problemi di defecazione, di motilità e di
sensibilità della zona, causati dalla presenza di recettori del dolore
particolarmente sensibili.
I ricercatori ipotizzano che la sindrome
del colon irritabile potrebbe essere anche causata da un’infezione batterica
dell’apparato digerente: alcune ricerche dimostrano che i
pazienti affetti da gastroenterite a volte vengono anche colpiti dalla sindrome
del colon irritabile, altrimenti definita come sindrome del colon
irritabile post-infettiva.
I ricercatori hanno anche individuato
una forma lieve di celiachia, ovvero sensibilità al glutine che in
alcune persone scatena sintomi simili a quelli della sindrome: i pazienti
affetti da sensibilità o celiachia non riescono a digerire il glutine, una
sostanza presente nel grano, nella segale e nell’orzo e non possono assumere
questi alimenti senza sentirsi male, perché il loro sistema immunitario
reagisce danneggiando l’intestino tenue.
Con un esame del sangue si può scoprire
l’eventuale celiachia.
Per quanto riguarda invece la
sensibilità al glutine è diagnosticabile solo attraverso un test genetico specifico (nel mio studio o contattandomi è possibile effettuarlo).
Il
peggioramento dei sintomi della sindrome del colon irritabile può essere
collegato a:
- pasti abbondanti e grassi,
- accumulo di gas nel colon,
- assunzione di farmaci,
- assunzione di grano, orzo, segale, cioccolata, latte e derivati o
alcool,
- assunzione di bevande contenenti caffeina, come ad esempio caffè, tè o
cola,
- situazioni di stress, conflitto o turbamento emotivo.
La corretta e sana alimentazione in questi casi
diventa fondamentale poiché è l’unico modo per far cessare o comunque
contenere la sintomatologia.
Diventa importante in questi casi fare un percorso di
detossinazione globale e riequilibrare la flora batterica dell’intestino,
seguire una corretta alimentazione ed evitare cibi che ne peggiorino la
sintomatologia, inoltre fare una corretta integrazione può sicuramente aiutare
ad eliminare stanchezza e carenze vitaminiche dovute al mal assorbimento.
Inoltre è consigliato anche seguire un percorso di
gestione dello stress, in quanto molti studi hanno dimostrato che lo stress
incide anche su questo tipo di disturbi.
Il naturopata saprà sicuramente guidarvi, consigliarvi
e sostenervi in questo percorso.
Se avete domande o soffrite della sindrome del colon
irritabile, e volete essere aiutati a migliorare il vostro benessere non esitate
a contattarmi compilando il modulo di contatto che trovate alla fine dell’articolo.
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