lunedì 7 marzo 2016

Il ruolo dell'intestino nel condizionare il peso corporeo

Il corpo umano è un organismo complesso, in cui numerose reazioni biochimiche ed ormonali, che se pur avvengono in organi diversi, sono in grado di condizionare il risultato finale del peso corporeo effettivo.
Non esiste infatti un rapporto lineare tra carico alimentare e peso corporeo. il corpo non "ragiona " con schemi lineari, di causa ed effetto.
Esistono infatti molte persone obese ma anche tantissime persone sottopeso che desiderano aumentare di peso ed accumulare una giusta massa adiposa.
Vari studi hanno dimostrato che nelle persone magre mangiare di più non genera un significativo e soprattutto duraturo incremento di peso e massa corporea poiché  è possibile che non si assimili tutto ciò che si mangia. Non esiste quindi un rapporto lineare tra alimentazione e peso corporeo nei soggetti magri.
Aumentare il carico alimentare per accumulare massa muscolare richiede un percorso ben specifico.
Occorre infatti pianificare un preciso piano alimentare, la giusta e corretta integrazione ed un buon ripristino delle funzionalità intestinali, che è alla base non solo dello stato di salute ma anche di un buon assorbimento dei principi nutritivi.
Infatti il primo obiettivo da raggiungere è recuperare l’ integrità strutturale e funzionale dei villi intestinali ubicati solo nell’intestino tenue (duodeno, digiuno ed ileo).
I villi intestinali sono le “porte” attraverso le quali il cibo digerito e ridotto in molecole semplici passa dall’intestino nel sangue.
Se queste “porte” sono chiuse o distrutte o compromesse da una errata alimentazione, da un’intolleranza alimentare, le molecole alimentari non entrano nel sangue e non vengono assorbite dall’organismo.
Il cibo è “esterno” a noi fino a quando resta dentro l’intestino, diventa “noi” solo quando, entrato nel sangue, viene trasferito come molecola e distribuito ad ogni cellula ed organo del nostro corpo.
Il cibo diventa letteralmente noi, quindi avere un’alimentazione corretta, sana ed equilibrata fa si che tutto il nostro organismo ne possa beneficiare.
Vediamo un po' come dovrebbe essere un piano alimentare per ripristinare lo stato di salute dei villi intestinali con conseguente benessere generale.
PIANO ALIMENTARE INTESTINALE
1 - eliminare ogni alimento composto con farina 0/00 (pane, pizza, pasta, prodotti da forno, dolci…)
2 - assumere alimenti con alto contenuto in omega 3 (pesce, semi oleosi…)
3 - incrementare l’utilizzo di cereali integrali cotti (farro, orzo, avena, miglio, grano saraceno, riso integrale rosso, amaranto, quinoa… non assumere questi cereali come farina).
4 - sospendere il latte bovino e alimenti contenenti lattosio sostituirli con quelli vegetali.
5 - limitare alimenti ricchi di acidi grassi saturi di origine animale (salumi, …,carne rossa…)
6 - realizzare centrifugati di verdura e frutta più volte nella giornata(estrattore a basso giro).
7 - scegliere di mangiare nello spuntino del mattino frutta fresca di stagione.
8 – mangiare verdura di stagione cruda e cotta prima, durante e dopo i pasti principali.
9 - in base alle proprie esigenze iniziare una corretta integrazione con nutraceutici e nutrigenomici, per ristabilire lo stato di salute e benessere.
10 – detossinare l’intestino e ripristinare la giusta funzionalità della flora batterica.
Ma vediamo insieme i vari passaggi che compie il cibo dopo essere stato ingerito e che effetti ha sull’organismo:
1 - gli alimenti ingeriti vengono digeriti ad acidi grassi semplici
2 - questi entrano negli enterociti dei villi intestinali
3 - gli acidi grassi vengono assemblati in nuove molecole chiamate trigliceridi
4 - i trigliceridi vengono inglobati all’interno di nuove molecole chiamate chilomicroni, sono contenitori dei trigliceridi alimentari,
5 - i chilomicroni passano dal villo nel sistema linfatico
6 - i chilomicroni passano dal sistema linfatico nel sangue e scaricano i loro trigliceridi all’interno delle cellule del nostro organismo, all’interno degli adipociti; i chilomicroni sono lipoproteine, sono contenitori di trigliceridi; se non si formano negli enterociti, come succede nelle persone magre, il grasso non arriva alle cellule e non viene depositato; la persona non “ingrassa” !
7 - i trigliceridi immagazzinati all’interno degli adipociti generano un aumento del loro VOLUME (ipertrofia) che sviluppa l’aumento del NUMERO (iperplasia) degli adipociti ipmassa adiposa.
8 - il risultato finale di questi vitali passaggi fisiologici sarà la comparsa di massa adiposa che vediamo nelle classiche zone anatomiche femminili e maschili.
Tutto questo avviene quotidianamente e un semplice errore di trasmissione nel processo compromette il peso corporeo.


Per iniziare il tuo percorso di ripristino del benessere non esitare a contattarmi compilando il modulo contatti che trovi alla fine della pagina.

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